
A pochissimo dall’uscita ufficiale nei negozi del nuovo album della leggenda di Rotterdam, l’altra sera c’è stata una puntata speciale del suo radioshow interamente dedicata alla promozione del suo nuovo album (Link per chi fosse interessato), che mi ha permesso di stilare una recensione, rapida ma abbastanza esaustiva. Vediamo le singole tracce una per una:
Gabriella’s Sky
VOTO: * * * *
Scritta assieme alla moglie, è dedicata alla sua recente paternità e porta il nome di sua figlia. Traccia sublime meolidcamente, genera un atmosfera perfetta per la ragione per cui è stata scritta. tuttavia la mancanza di un vero e proprio ritmo trance la relega come “uno stupendo soprammobile”: bellissima da sentire, ma inadatta per un utilizzo in pista
Feel You
VOTO: * * * *
Uno stupendo vocal accompagna la prima traccia uplifiting dell’album: tipica voce suadente femminile capace di far sciogliere immediatamente l’ascoltatore. Per quanto riguarda la musica, ci “accontentiamo” di una semplice base lievemente electro, fino alla parte centrale dove parte una buona parte melodica. In sostanza molto accattivante e di facile ascolto
Shanti
VOTO: * *
In suono della chitarra elettrica è esattamente quello di “The fields of Love” di ATB. Traccia dai sapori etnici, abbastanza pestona, ma che sostanzialmente non mi resta impressa nella mente per un particolare motivo
We Belong
VOTO: * * *
Direttamente dagli anni 80, il sound di quegli anni riadattato in chiave moderna Il risultato è interessante, con un suono elettronico quasi alla daft punk, e vocal distorto, certamente lontano dal Ferry che tutti conosciamo. Tre stelline per l’originalità
Life
VOTO: * *
Melodia semplice ma abbastanza accattivante, peccatto per la base scelta, della quale non digerisco granchè le sonorità “farragginose”. Godibile il vocal, ma nel complesso si può mandare avanti senza troppi rimpianti
Twice In a Blue Moon
VOTO: * * * *
La traccia che intitola l’intero album, quella che dovrebbe essere la Show-Stealer, e in effetti non delude le aspettative. Ottimo ritmo, eccellente sound melodico, una specie di strana via di mezzo tra “Adagio for strings” di Tiesto e la sua vecchia Beautiful. In sostanza salta fuori la traccia più ballabile dell’album assieme a Radio Crash
Shelter Me
VOTO: * *
Appena è entrata la traccia pensavo di star sentendo Heater di Samim! Ma la paura passa non appena parte il piano, e una discreta melodia accompagna l’ascolto. Tuttavia la totale assenza di una vera base energica, lascia questa traccia altamente insipida
Radio Crash
VOTO: * * * * *
Necessita di presentazioni? Traccia apripista dell’album, devastante sul dancefloor, ampiamente godibile anche ascoltata semplicemente alla radio. Indubbiamente la traccia più riuscita di tutte
Black Velvet
VOTO: *
La penultima canzone dell’album, nata da una sorta di dialogo epistolare tra ferry e la vocalist. Non mi dice sostanzialmente niente, anzi: la voce non la sopporto, la musica potrebbe andare, se magari fosse supportata da una base trance, ma così non ci siamo proprio.
Made of Love
Chiusura totalmente trance, con echi di “Nyana” in quest’ultima traccia, il che non può che farmi piacere. La vocalist Betsy è sempre la stessa della traccia precedente, ma la sua voce, al naturale, risulta molto più bella senza le pesanti distorsioni. Pianoforte e organi concludono l’album, con un sound abbastanza sognatore.
COMPLESSIVO: * * * e 1/2
Guardando l’album oggettivamente, lo colloco tranquillamente davanti a “In Between” e “Imagine”, ponendolo sostanzialmente alla pari di “Elements of Life”, quindi sostanzialmente un prodotto decisamente valido, decisamente lontano in tutto e per tutto da quello che era L.E.F. . Tuttavia appena uno sente nominare Ferry, la mente non può che correre al 1999, a Gouryella, a Out of The, a Carte Blanche, e si casca nell’errore pensando che quell’irripetibile momento sia ancora presente, cosa che però non è vera. Quindi, ben venga questo album, detto sotot un sospiro sommesso.



Bella recensione,anche se avrei dato qualche punto in più a favore di Made Of Love,e non sarei stato così “cattivo” riguardo Black Velvet…la trovo molto ben curata!
PS:manca la recensione riguardo Brainbox!!
Entrambi le melodie mi piacciono. Probabilmente proprio quello che manca nella prima è una base di livello.
PS. Il post è stato scritto dopo aver sentito la presentazione dell’album (prima dell’uscita ufficiale) durante il radioshow di Ferry Corsten. Dato che Brainbox era una traccia già nota, non è stata inserita nella tracklist del radioshow da Ferry stesso, quindi non è stata recensita!
Hai ragione! Mi scuso anche perchè (ammetto la mia ignoranza)…non conoscevo The Race. Infatti Brinbox è la versione estesa senza i vocal e i suoni delle macchine.
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Caspita se Gabriella’s Sky fosse stata fatta con un altra kickline avrebbe sicuramente preso qualche punto in più!
Comunque onore lo stesso a Ferry Corsten, di questo periodo trovare album cosi è un vero privilegio