Ruf CTR3

26 01 2009

Già la CTR2 di qualche annetto fa vista ora sembra ancora qualcosa di veramente stupefacente ma questa CTR3 sembra proprio di derivazione aeronautica.

Chiariamo che Elois Ruf nel creare quest’auto non aveva in mente una normale elaborazione ma qualcosa di molto di più. La convinzione di dover creare una Porsche completamente nuova a partire da una (o più?) sportiva di Stoccarda non è nuova nell’azienda Ruf: lo dimostrano i suoi modelli ormai entrati nell’Eden delle supercar elaborate; tutto è partito con la CTR “Yellow Bird” da circa 500 CV conosciuta specialmente da tutti i giocatori della saga Gran Turismo. La CTR2 (550 Cv circa) lanciata una decina d’anni più tardi ha portato avanti una difficile eredità. Nell’aprile 2008 il lancio della CTR3; saprà tenere ancora ai massimi livelli il nome Ruf nel mondo? Senza dubbio ora la risposta è si! La sfida, anche se sempre tenuta in secondo piano dall’azienda, è quella di cotruire la Porsche più veloce di sempre.

La vettura è stata presentata nella nuova fabbrica Ruf aperta in Bahrain sotto l’occhio vigile di del principe nonchè regnante dello stato. Da ricordare che egli è stato anche colui che ha portato la Formula 1 nel suo stato a suon di milioni costruendo anche il modernissimo circuito. Probabilmente non si sarebbe potuta scegliere una patria migliore dove portare il nome Ruf: in Medio Oriente la crisi sembra non farsi sentire e quindi ci sono sicuramente i potenziali acquirenti di queste vetture (la CTR3 costa 420 mila euro…). La vettura si inserisce perfettamente in quella nicchia di mercato lasciata desolantemente vuota dall’ormai defunta Carrera GT. Si tratta di un’estrema senza compromessi a livello di Enzo/Koenigseeg/Zonda tanto per capirci.

Guardandala dal fianco gli occhi si sgranano e cercano di mettere a fuoco qualcosa che immediatamente non riconoscono. Qualcosa di familiare forse si intravede fra le sinuosità infinite della fiancata anche se le certezze portate dalla parte anteriore del lato vengono subito smentite da quello che si vede nella parte posteriore. L’anteriore lascia meno perplessità, si riconoscono molte linee derivate da una 911 a partire dai fanali; i dubbi rimangono su quel paraurti molto sportivo e dotato di tre prese d’aria enormi. Il posteriore lascia ancora spiazzati: sembra di avere davanti una vettura da corsa, larga, muscolosa, estrema in tutto. “Ma…quei fanali lì mi sembra di averli già visti in giro…”; confermo! I gruppi ottici posteriori sono quelli di una Cayman. Sicuramente solo le foto riescono a rendere l’idea di cosa si trova davanti il fortunatissimo pilota.

L’estetica è veramente un mix tra Cayman e 911. Di solito i mix non mi colpiscono particolarmente, in questo caso però, le linee sono talmente bizzarre che nel complesso anche un set di fari di una Cayman su una 911 ci sta benissimo.

I fortunati possessori di altre top class supercar come le precedentemente citate Enzo & Co. forse d’ora in poi dormiranno sonni un po’ meno tranquilli. Non penso sia bello trovare una vettura in grado di rimanere nello specchietto retrovisore per più di pochi secondi come mai accaduto fin’ora. A dire il vero la CTR3 potrebbe persino superare la Enzo se lasciata libera di sfogare la potenza sull’asfalto di qualche pista di decollo: si parla di 378 km/h di massima, circa 25 km/h in più di quanto può una Enzo. Ci sono veramente pochissime altre supercar che riuscirebbero a superare tale velocità.

Il motore in questione è lo stesso della Ruf Rt 12 con l’aggiunta di altri 50 CV che così diventano circa 750 a 7600 giri/min con una coppia di circa 800 Nm a 4000 giri. Tutto è scaricato sul solo asse posteriore tramite una trasmissione sequenziale a 6 rapporti costruita da Hor. La particolarità di questo cambio è che non ci sono le classiche leve dietro al volante come si trovano su molte altre sportive e c’è la frizione. Per aumentare marcia bisogna semplicemente spingere in avanti la lunga leva in alluminio mentre per scalare bisogna fare l’esatto contrario, proprio come succede (alla rovescia) su un auto da corsa. La cambiata non avviene in tempi fulminei (come per esempio sulla 430 Scuderia) ma la soddisfazione di cambiare marcia in quel modo è sicuramente impagabile.

Il peso totale non è così basso come ci si potrebbe aspettare visto l’uso dell’alluminio per la costruzione del telaio e di una lega mista di Kevlar per molte appendici aerodinamiche della carrozzeria. La bilancia segna 1400 kg, qualcosa in meno dell’ultima Carrera presentata. I suoi 400 CV di vantaggio però le permettono di vincere nel rapporto peso/potenza: più di 550 CV a tonnellata sono davvero tanti. Una tale cifra le permette di avvicinarsi di prepotenza alla Veyron battendo molte rivali come la Zonda (anche se di pochissimo). Le prestazioni sono naturalmente di primissimo livello: oltre ai 3.2 secondi sullo 0-100 c’è da sottolineare i 9.6 sullo zero-duecento. E’ proprio a partire dalle velocità in tre cifre che si vede la differenza tra una supercar e un’estrema.

Il sistema frenante imputato a fermare una tale bestia è di conseguenza di primissimo livello: sono montati dischi da 380mm carbo-ceramici a 6 pistoncini. La gommatura extralarge prevede pneumatici Michelin Pilot Sport 335/30 ZR20 al posteriore e 255/35 ZR19 all’anteriore.

Ruf, come in ogni preparazione, tiene anche qui più allo stile che alla sportività pura. L’abitacolo è molto raffinato, si può considerare la Carrera più comoda ed elegante mai concepita. I sedili costruiti in pelle e fibra di carbonio sono più avvolgenti e un pelo più piccoli. Sempre tenendo presente l’idea di creare un’auto “tranquilla” quando si gira la chiave di accensione il motore si fa sentire in modo soffuso, non certo come farebbe quello di una Ferrari o di una Lamborghini al suo posto. Le cambiate non fulmine sono state pensate anch’esse con questo scopo.

La tenuta di strada è semplicemente perfetta. Il bilanciamento dei pesi, la sospensioni e le nuove linee fanno si che il posteriore rimanga sempre incollato all’asfalto in qualsiasi condizione. Anche se le molle sono state indurite questo sembra non aver influenzato troppo il comfort di marcia. Paradossalmente, anche con tutta questa crescita di potenza, l’auto sembra adattarsi perfettamente anche a un pilota non troppo abile.

Penso che valutare la creazione di un mostro sacro come Ruf da parte mia sia inutile. Dico solo che a mio parere è la Porsche 911 più bella mai realizzata.

-Symo-


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