Gli Abissi Dell’Umanità: Charles Manson

3 02 2009

Viste le numerose notizie di cronaca nera degli ultimi tempi, mi è venuta l’idea di aprire questa piccola rubrica dove parlare dei più famosi ed efferati serial killer della storia, mettendo in evidenza follia e al contempo genialità.

E come non iniziare dal più famoso di tutti: Charles Manson

Charles Manson nasce il 12 novembre 1934 nella città di Cincinnati (Ohio). Sua madre, Katleen Maddox, è una 16enne scappata di casa, scappata da una famiglia ricca di fanatismi religiosi e restrizioni, che alla ragazza stanno stretti. Katleen è un’alcolizzata e si prostituisce per vivere: in uno dei suoi rapporti occasionali viene concepito Charles, che quindi è di padre ignoto. Per lui sua madre sceglierà un cognome semplice e naturale: Manson (Man + Son = figlio dell’uomo).

Sua madre non è certamente un genitore modello, così il piccolo Charles viene affidato alla zia, che si rivelerà una fanatica religiosa: le continue torture imposte al bambino mineranno seriamente la sua sanità mentale. Il fatto che la madre faccia di tutto per sbarazzarsi di lui (lo mena a sangue, lo propone come merce di scambio per della birra, prova a darlo in adozione) fa si che Charles cresca un ragazzino pieno di rabbia e dalla personalità fortissima. Tanto che una notte il ragazzo, appena 12enne, fa fagotto e scappa di casa per sempre.

Vivendo per strada impara ben presto l’arte dei piccoli furti: non passa molto tempo che Charles si ritrova in riformatorio: li Manson viene stuprato più volte da dei ragazzi più grandi, complici di alcune guardie guardone. L’unica fuga da questo inferno è l’evasione, ma nell’Utah il ragazzo viene nuovamente catturato e ributtato in cella, questa volta non in un riformatorio: in una galera vera nella Virginia.

È il 1954 quando finisce questo suo lungo periodo dentro e fuori dalle prigioni di stato. Come abbiamo detto in precedenza, Charles è dotato di una fortissima personalità e di una grande intelligenza. Riesce così, in poche sedute di dibattito, a plagiare, raggirare e convincere la commissione per la libertà condizionata. La commissione infatti si lascia convincere da Charles Manson che egli è ora una persona cambiata e non più pericolosa, e l’Helter Skelter Murder è presto nuovamente a piede libero.

Per un breve periodo di tempo riesce ad avere una vita normale, sposandosi e avendo un figlio, Charles Manson Jr. Tuttavia, ben presto viene di nuovo arrestato per furto d’auto, e ottiene una pena di 10 anni di carcere.

Quando finalmente Charles Manson esce dal carcere per l’ultima volta siamo nel 1967, in pieno boom della “filosofia” anni ’60. In America dilaga il fenomeno degli Hippy, i figli dei fiori, e il nostro Charles non può essere da meno. Si dedica alla chitarra per molte ore, impara a suonarla e sogna di diventare famoso. Questa sarà per lui una costante ossessione.

Sempre per rimanere in linea alla “moda” hippy, nel 1968 Charles Manson fonda la sua comune: la famigerata Manson Family. Nella sua “famiglia” Manson ha raccolto un incredibile gruppo di sbandati: ragazzi con problemi sociali, con difficoltà a inserirsi nella società e dall’immancabile passato difficile.
Per loro lui è il guru, la mente del gruppo, il messia. Manson profetizza il suo satanismo tutto particolare, diffonde la cultura dell’olocausto razziale che porterà a un giorno in cui la razza bianca si sbarazzerà totalmente di quella nera. La famiglia, sotto la sua attenta guida, campa di furti e di qualsiasi altra attività criminale. Tra una rapina e l’altra si suona la chitarra e ci si fa di lsd.Finchè arriva l’ora delle carneficine.

9 Agosto 1969. Cielo Drive. Manson e la sua “famiglia” penetrano nella villa di Roman Polanski dove Sharon Tate, attrice e moglie del famoso regista, incinta di 8 mesi, sta accogliendo degli ospiti. La Manson Family non avrà nessuna pietà. Nessuno viene risparmiato dalle lame dei loro coltelli e in totale le vittime saranno cinque: Sharon Tate, il cugino di Polanski, due amici della coppia e il guardiano della villa. Con il sangue della donna viene scritto sulle pareti del soggiorno la frase “DEATH TO PIGS” ( = morte ai maiali). Sul frigorifero invece, sempre con il sangue, viene scritto “HELTER SKELTER” (= finimondo), il titolo di una canzone dei Beatles che racconta la fine del mondo e che a Manson piace parecchio. Dal massacro si salva solo il regista, casualmente impegnato per lavoro in un’altra città. Solo un anno prima Polanski aveva girato un film sul demonio, “Rosemary’s Baby”, e adesso il demonio era entrato in casa sua.

Nel giro di pochi giorni il bagno di sangue della “famiglia” si allarga. Il 10 agosto 1969, le vittime sono Leno LaBianca e sua moglie Rosmary: i due vengono accoltellati ripetutamente nel petto, si contano più di quaranta pugnalate a testa. Sulle pareti nuovamente compare la scritta “Death To Pigs”. L’ultima vittima riconosciuta è un insegnante di musica, Gary Hinman, che qualche mese prima aveva dato ospitalità alla famiglia. Anche lui viene accoltellato, ma questa volta nessuna scritta sanguinosa compare sulle pareti.

Solo una persona è destinata a fermare la scia di sangue della Manson Family: l’avvocato Vincent Bugliosi. Solo dopo due lunghi anni di indagini, l’avvocato Bugliosi riesce a risalire a Charles Manson e a collegarlo alle scritte comparse sul luogo degli omicidi.

Il mosaico si va così formando piano piano davanti agli occhi di Bugliosi: quei giovani ventenni, apparentemente innocenti, sono tutti degli assassini spietati che agiscono sotto effetto di droghe, plagiati dal loro malvagio leader.Quando alcuni dei ragazzi cominciano a confessare spontaneamente, per Charles Manson è finita. Tutte le confessioni dei ragazzi puntano l’indice contro di lui, testimone chiave si rivela Linda Kasabian, la ragazza che era stata costretta a fare il palo quella maledetta sera del 9 agosto 1969.

Nel 1970 comincia il processo alla Manson Family: Alla fine anche Charles Manson arriva a confessare. Rimanendo glaciale, confessa uno dopo l’altro gli omicidi attestati e altri crimini. Viene fuori una interminabile lista di personaggi famosi che la famiglia si era prefissata di uccidere, uno dopo l’altro. Tra questi spiccano i nomi di Elisabeth Taylor, Frank Sinatra, Richard Burton, Steve McQueen e Tom Jones, ma la lista è veramente interminabile.

Charles Manson rispose che lo avevano ispirato i Beatles con la loro “Helter Skelter”, il finimondo. Proprio questo voleva creare Manson: voleva diffondere il caos.

Il 29 marzo 1971 il processo si chiude con la condanna a morte dell’intera “famiglia”. Nel 1972 lo stato della California ha abolito la pena di morte e la Manson Family è stata spostata dal braccio della morte al carcere, dove dovranno scontare innumerevoli ergastoli.

Manson attualmente è ancora detenuto nel carcere di Corcoran, 280 km a nordovest di Los Angeles, che ospita alcuni tra i più noti e efferati killer degli Usa, tra i quali Sirhan Bishara Sirhan, l’assassino del senatore Robert Kennedy, nel 1968. Dal 1974 ad oggi ha presentato per undici volte la richiesta di libertà vigilata, e ovviamente per undici volte è stata rifiutata. Tuttavia, nel 2012, a 77 anni, Manson ha già detto che preenterà la dodicesima richiesta.

Gli omici della Manson famili hanno fortemente influenzato l’opinione pubblica nel corso degli anni: tanto per citare gli ultimi esempi, il cantante Marylin Manson, ha scelto come nome d’arte la fusione tra Marylin Monroe e proprio Charles Manson, considerati le due facce dell’America. Nel 2008 è uscito invece il film “The Strangers”, ispirato nella dinamica agli omicidi della Manson Family

Arrivederci a breve, con una nuova storia da raccontare

-djphillip-


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